METODO ABA E AUTISMO: IN COSA CONSISTE E COME APPLICARLO CORRETTAMENTE

Il metodo ABA, acronimo inglese di Applied Behavioral Analysis, è il ramo applicativo dell’Analisi del Comportamento, la scienza che si occupa di descrivere le relazioni tra il comportamento degli organismi e gli eventi che lo influenzano.

Il campo di applicazione di questa tecnica in cui si è mostrata una più significativa crescita e applicazione è quello riguardante i bambini con disturbo autistico

Anni di studi e ricerche hanno dimostrato l’efficacia del metodo ABA nel ridurre comportamenti disfunzionali e nel migliorare ed aumentare la comunicazione, l’apprendimento e comportamenti socialmente appropriati.

L’obiettivo del trattamento di un bambino autistico con il metodo ABA è quello di migliorare la sua qualità di vita e le relazioni con gli altri.

L’utilizzo del metodo ABA è suggerito  dall’Istituto Superiore della Sanità nella Linea Guida n. 21 “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti”.

IN COSA CONSISTE IL METODO ABA

Il metodo consiste nel fare eseguire degli esercizi specifici al bambino seguendo un programma definito e personalizzato (ogni bambino è trattato individualmente in relazione alle sue specificità).

Il metodo ABA comprende 3 fasi generali.

La prima fase, si basa sull’osservazione del comportamento del bambino autistico. L’obiettivo è studiare, oltre al comportamento, le reazioni del bambino agli stimoli esterni.

Successivamente, vengono analizzate le reazioni comportamentali del bambino autistico e delle persone che lo circondano.

Solo nella terza fase, quando è chiaro chi e cosa determina l’azione e reazione, il professionista inizierà ad attuare gli esercizi specifici per modificare il comportamento.

PRESUPPOSTI

Il metodo ABA deve essere applicato in maniera individuale, tenendo conto delle caratteristiche del bambino.

Per essere efficace, il bambino dovrebbe iniziare le attività circa a 4 anni di età e le attività svolte devono procedere con continuità.

CONTESTI

Il metodo ABA è applicabile con la collaborazione tra  figure professionali specializzate, tra cui il logopedista, lo psicologo e gli insegnanti e figure non professionali (genitori, famiglia, amici).

All’interno delle scuole, per esempio, l’insegnante di sostegno l’insegnante delle materie disciplinari, vengono appoggiati da un professionista ABA. Fuori dalla scuola, invece, lo psicologo ABA collabora con i genitori e familiari del bambino autistico.

I luoghi in cui il metodo viene messo in pratica, al fine di insegnare la tecnica agli insegnanti e ai genitori per aiutare il bambino ad integrarsi nell’ambiente scolastico, familiare e sociale, sono quindi:

  1. la scuola(School based),
  2. la casa(Clinic/home based)
  3. lafamiglia (Parents managed).

APPLICAZIONE DEL METODO ABA

Il metodo ABA, richiede del tempo. La procedura di applicazione del metodo è infatti graduale.

Il comportamento viene analizzato in base agli stimoli esterni ricevuti e alle conseguenze. Da questi si attivano i meccanismi di rinforzo, estinzione, controllo degli stimoli e generalizzazione.

Il rinforzo è definito come ogni conseguenza del comportamento che rafforza il comportamento stesso, cioè aumenta la frequenza e la probabilità della sua comparsa. Può essere negativo (evitare un potenziale stimolo avversivo) o positivo (ottenere attenzione o avere accesso ad una determinata attività). Quando il rinforzo non viene più applicato e il comportamento si riduce avviene l’estinzione. Il controllo degli stimoli, invece, si verifica quando il comportamento che è stato rinforzato si manifesta solo in presenza dello stimolo.

La generalizzazione permette, invece, di trasferire quanto appreso in un contesto anche in una varietà di contesti e ambienti diversi.

QUATTRO PROCEDURE PRINCIPALI

Quanto appena detto viene applicato attraverso 4 procedure principali, così strutturate.

Il Chaining è una procedura utilizzata per insegnare lunghe sequenze comportamentali che, per un bambino con autismo, sarebbero impossibili da imparare tutte in una volta; ma la cui acquisizione è possibile quando l’intera sequenza viene rotta in piccoli comportamenti.

Lo Shaping è una procedura che prevede il rinforzamento sistematico delle risposte, che siano approssimazioni successive sempre più simili al comportamento meta.

Il Fading consiste nel ridurre gradualmente e poi eliminare gli aiuti utilizzati, a mano a mano che il bambino mostra di non averne più bisogno, al fine di garantire l’acquisizione del comportamento meta e l’autonomia della risposta.
Il Prompting, invece, consiste nella presentazione di un indizio o un aiuto in modo da ottenere un comportamento che altrimenti non verrebbe messo in atto, in quanto non ancora presente nel repertorio comportamentale del bambino.

Chaining, fading e shaping sono dette procedure di cambiamento graduale, in quanto tutte e tre implicano il procedere gradualmente attraverso una serie di passi per produrre un nuovo comportamento. Esistono però delle chiare distinzioni tra le tre procedure: nello shaping, i passi consistono nel rinforzare approssimazioni sempre più vicine alla risposta finale desiderata; nel fading, i passi consistono nel rinforzare la risposta finale desiderata in presenza di approssimazioni sempre più vicine allo stimolo finale desiderato per quella risposta e nel chaining, i passi di solito consistono nel rinforzare sempre più le connessioni stimolo-risposta che costituiscono la catena comportamentale

ESERCIZI

All’atto pratico, per raggiungere i comportamenti meta, le procedure vengono eseguite attraverso degli esercizi veri e propri distinti tra loro.

Esistono 3 schemi

Il NET, o Natural Enviromental Teaching, si svolge in contesti naturali, ricreativi e familiari del bambino. Consiste nel creare stimoli di apprendimento prendendo spunto da contesti e scenari di vita quotidiana (casa, scuola, etc) che normalmente si incontrano, per fornire opportunità di apprendimento, partendo dagli interessi e dalle motivazioni del bambino stesso. Il setting naturale viene arricchito con materiale intrinsecamente motivante per il bambino, precedentemente selezionato e disposto dall’operatore. Questo setting risulta particolarmente adatto alla generalizzazione degli apprendimenti e ha come limite il fatto che l’operatore può lavorare su un obiettivo solo fino a quando perdura la motivazione del bambino.

Il DTT, Discrete Trial Teaching o Prove Discrete, comprende due fasi in cui il professionista fornisce al bambino indizi per apprendere un’abilità in modo corretto. La prima fase è di apprendimento cognitivo, comunicativo, relazionale e di autonomia attraverso il gioco. La seconda, invece, punta a migliorare la comunicazione, la motivazione, l’attenzione e il rapporto causa – effetto. L’operatore dà un aiuto (prompt) al bambino per impedirgli di sbagliare e questo gli consente di apprendere nuove abilità. Questo aiuto viene via via ridotto fino ad arrivare a portare il bambino a svolgere l’abilità autonomamente. L’insegnamento per prove discrete avviene in ambiente strutturato e massimizza le opportunità di apprendimento, ripresentando più volte al bambino attività che gli si vogliono insegnare e rinforzandone le risposte corrette. Questa modalità presenta dei limiti: risulta spesso difficile generalizzare il comportamento appreso anche al di fuori del setting strutturato, in ambienti meno formali o all’interno delle routine quotidiane.

Il VBT, Verbal Behavior Teaching o apprendimento del comportamento verbale, punta sull’analisi del linguaggio.

CHE COSA CI DICONO GLI STUDI SUL METODO ABA

Il mondo scientifico evidenzia che i migliori risultati ottenibili da un programma educativo e di supporto basato sul metodo ABA si riscontrano quando il programma è applicato ai bambini in età precoce (dai 3/4 anni circa), con un lavoro di 30/40 ore a settimana, per un minimo di 2 anni ed inizialmente all’interno di un rapporto individuale con l’operatore.

 

 

2019-05-22T08:55:17+00:00